FEDE E ALDILÀ: VESCOVI DELL’EMILIA ROMAGNA, “NO” ALLO SPIRITISMO E ALLA “CHIESA VIRTUALE” (2)

I vescovi dell’Emilia Romagna mettono in guardia soprattutto contro “l’uso di questi metodi di comunicazione tramite i mass media”, diffusi soprattutto negli Stati Uniti in America Latina “in gruppi che si dicono dentro la Chiesa”. Si tratta, spiegano, di una sorta di “chiesa virtuale” o “chiesa elettronica” messa in piedi da “emittenti religiose” che, “ricorrendo alle più raffinate tecniche pubblicitarie, costituiscono vere reti di comunicazione tra un pubblico di utenti-fedeli e la predicazione di un personaggio. Si calcolano a milioni gli americani che esprimono – con offerte e dichiarazioni di conversione – la loro adesione ad una ‘chiesa’ che in realtà è soltanto una emittente televisiva, una chiesa ‘virtuale'”. Secondo la nota pastorale voci e messaggi dall’aldilà potrebbero essere in realtà “una interpretazione che legge questi fenomeni ragionevolmente come espressioni dell’inconscio”. I vescovi prendono in esame anche il fascino esercitato sugli italiani dalle dottrine orientali – che comprendono in sé la dottrina della reincarnazione – ribadendone “l’incompatibilità” con “la visione cristiana della vita presente”. E concludono con alcuni consigli pratici per l’accompagnamento delle famiglie e delle persone colpite da lutti. “Valorizzare innanzitutto le forme della pastorale ordinaria – predicazione, catechesi, celebrazioni di Messe per i defunti”e istituire nelle comunità cristiane un vero e proprio “ministero della consolazione”: “non solo visitare le persone colpite dal lutto”, ma “mettersi loro accanto, con la massima discrezione” per far “sentire il conforto della fede e la solidarietà della comunità cristiana”; “preparare e proporre incontri di fede e di preghiera” (veglie di preghiera, gruppi di ascolto, ritiri spirituali); fare in modo che la persona improvvisamente deceduta “continui a vivere in iniziative o opere (caritative, culturali, sociali, ricreative…) che portano il suo nome”; “valorizzare le persone colpite da grave lutto, invitandole a mettere a servizio della comunità la loro esperienza”.