SCIENZIATI E TEOLOGI A CONFRONTO SULLA FEDE

“La domanda cui vorremmo cercare di rispondere è come si sono esercitate nell’area culturale dell’Occidente l’interazione tra il sapere della fede e i saperi scientifici a proposito della visione del mondo e dell’uomo”. E’ mons. Piero Coda, teologo della Lateranense, a spiegare le ragioni dell’incontro che su iniziativa del Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei, si sta svolgendo in questi giorni a Frascati (Roma). Nell’iniziativa sono stati coinvolti una trentina di fisici, astrofisici, matematici, ingegneri nucleari e teologi. I diversi approcci disciplinari, spiega mons. Coda, pur “conservando la loro specificità e autonomia, sono chiamati ad una relazione dinamica e circolare gli uni verso gli altri”. Il tema, aggiunge il teologo, rimanda al rapporto “difficile eppure ineludibile, tra scienza e fede e si colloca sullo sfondo dell’intera e complessa vicenda della cultura occidentale. La visione del mondo e quella dell’uomo hanno infatti costituito storicamente il caso serio dell’incontro/scontro tra fede e scienze”. Mons. Coda ricorda, a questo proposito, quanto siano state “destabilizzanti per la fede le innovazioni nella visione cosmologica introdotte a partire dalla modernità”. Il progresso scientifico però, aggiunge il teologo, “ha costretto la teologia non solo a rendersi conto della specificità della visione di fede rispetto ai saperi delle scienze, ma, in questa direzione, a recuperare coscienza delle proprie potenzialità in ordine ad una visione del mondo in cui convergono le diverse prospettive e i diversi apporti delle scienze e della fede”. Ma su quale terreno di interesse si incontrano scienziati e teologi? “Oggi – risponde mons. Coda – le nuove frontiere rese praticabili dalla esplorazione scientifica e dalle tecnologie utilizzabili dell’ingegneria informatica e genetica riportano al centro la questione dell’uomo, sottolineandone peraltro l’inserimento responsabile nella storia dell’universo”. “E’ in questo contesto particolarmente stimolante e rischioso – conclude Coda – che sapere della fede e sapere delle scienze possono misurarsi in forma nuova”. ” “” “” “