I GIOVANI E LA NUOVA EUROPA: QUALE IDENTITÀ?

“La partecipazione sociale è diversa da quella politica perché accentua l’aspetto associazionistico del volontariato che non chiede nulla allo Stato e agisce al di fuori delle regole del mercato”. Così il sociologo dell’Università di Bologna Pierpaolo Donati ha introdotto questa mattina la seconda sessione del convegno “I giovani e la nuova cultura socio-politica in Europa” in corso a Roma (17-18 maggio) all’Istituto Sturzo, incentrata sul tema della partecipazione sociale. E’ la ricerca di identità, secondo Donati, a spingere i giovani “verso i mondi vitali delle realtà associative, microcosmi che si contrappongono all’erosione delle grandi culture” ma la preferenza viene accordata a forme diverse dalla “cooperazione sociale” nella quale “l’impresa viene percepita troppo simile all’impresa di mercato”. Esiste, ha aggiunto Donati, una “frattura profonda tra il sistema politico-amministrativo-economico ed il mondo del volontariato”: occorre “sanarla per evitare l’emarginazione dei giovani in segmenti sempre più isolati e lontani dai processi decisionali”. Di fronte ad un disagio giovanile che non si esprime più, come in passato, in forme di aperta ribellione, ma ha i connotati “della rassegnazione e della passività” e per questo è meno percepibile, spetta al sistema politico “promuovere nei giovani la capacità di ritrovare da soli la propria collocazione e identità nella società civile”. Compito arduo per un “sistema appartenente a un ciclo storico ormai concluso” che però può rinnovarsi se saprà cogliere “gli stimoli vitali provenienti dall’associazionismo e dal volontariato”.