“Sentiamo di essere guidati da un Uomo di Dio, che ha conquistato amore e rispetto al di là di qualsiasi barriera umana”, vediamo nel Santo Padre “l’umanista sperimentato, l’acuto conoscitore del pensiero filosofico, colui che si è abbeverato alle fonti della grande spiritualità ed è attento a tutti gli sviluppi del pensiero contemporaneo e cogliamo il modello del Pastore che tutto pone al servizio della ‘salus animarum’, vicino all’uomo nel dolore e nella gioia”; non estraneo “agli scenari quotidiani del lavoro e della lotta per la fede e la libertà”; “esperto navigatore dei mari di varie culture”. Il card. Darìo Castrìllon Hoyos, prefetto della Congregazione per il Clero, nel corso della celebrazione di questa mattina in piazza San Pietro in occasione degli 80 anni del santo Padre e del Giubileo dei Presbiteri, ha espresso così a Giovanni Paolo II i sentimenti di ammirazione e gratitudine dei presbiteri di tutto il mondo. “Lei, Sanità – ha detto il cardinale – parla ad un uomo che conosce e così l’uomo viene a conoscere in Lei il Pastore”. Un insegnamento pastorale che è “immagine vivente” per tutti i sacerdoti. “Grazie, Dolce Cristo in terra – ha proseguito il prefetto della Congregazione per il Clero – per quei capelli bianchi, per la sua sofferenza, che l’ha resa ancora più cara ai nostri occhi, per i Suoi passi fisicamente stanchi quanto spiritualmente intrepidi, per averci esortato con vigore, 22 anni fa, a spalancare le porte a Cristo, senza paura, e per averci ora aperto la Porta Santa, dischiudendoci gli immensi orizzonti di Cristo Signore nella storia, per guidarci all’impresa missionaria della nuova evangelizzazione”. Oggi con il Papa pranzeranno 78 cardinali, 3 patriarchi e 12 sacerdoti di 80 anni.