GIOVANI E POLITICA: CONFUSI E DISORIENTATI (2)

“La democrazia è un patrimonio culturalmente sedimentato ” ha detto il sociologo dell’università di Firenze Gianfranco Bettin, che tuttavia ha conosciuto “nel pensiero e nella prassi alcune significative e gravi interruzioni”. Per le giovani generazioni dell’era postmoderna “la crescita del livello di istruzione e di reddito, l’ampliarsi del settore occupazionale legato all’alta tecnologia e il consolidarsi del benessere e dell’autonomia individuale si traducono sul piano politico “in un nuovo stile di azione”. “Ecco i dati emersi da un’indagine in corso di svolgimento presso il centro interuniversitario di sociologia politica dell’Università di Firenze sul tema “”Che cos’è per lei la democrazia”” condotta su due diversi campioni di giovani: 1.352 studenti universitari e 594 disoccupati distribuiti su tutto il territorio nazionale. Per il 40,4% degli intervistati la demo è “”Libertà esistenziale e autodefinizione del proprio stile di vita””, per il 20,1% “”Appare slegata dai valori sociali e civili””, il 13,1% la ritiene un buona forma di partecipazione, il 10,4% ne ha una “”visone sociale e di solidarietà””. L’ultimo gruppo infine è composto da chi la ritiene un’utopia e da chi si è dichiarato apertamente antidemocratico. ” “””Stereotipato e non problematico”” è secondo Bettin l’atteggiamento giovanile nei confronti della democrazia “”esito di un’eccessiva chiusura del sottosistema politico sempre più distante dalla società civile””. I giovani pertanto mancano di “”impegno, passione, e responsabilità, vero sale della partecipazione politica. Restano ancora da esplorare – ha concluso il sociologo – “”l’effettivo grado di interesse civico dei ragazzi e sono urgenti nuove idee e soprattutto un serio impegno per contrastare questo scivolamento”” verso il basso.” “” “”