MEDIO ORIENTE: MONS. P. SAMBI, “OCCORRE UNA CAPACITÀ PROFETICA”

“Non c’è ancora uno Stato palestinese. Vi sono territori autonomi palestinesi che sono chiazze d’autonomia. Israele, dopo l’olocausto, ha un’idea particolare della sicurezza. E’ normale che chi è passato per i forni crematori non si fidi tanto facilmente. Dall’altra parte ci sono le esigenze del popolo palestinese, della sua dignità di essere autore del proprio futuro”. Commenta così mons. Pietro Sambi, nunzio apostolico in Israele e delegato apostolico per Gerusalemme e in Palestina la situazione attuale fra palestinesi ed ebrei che proprio ieri sono tornati a scontrarsi in occasione della ricorrenza della “catastrofe” come i palestinesi definiscono la nascita dello Stato di Israele. In una intervista pubblicata sul prossimo numero del Sir, mons. Sambi afferma che “i palestinesi non hanno mai dichiarato guerra ad Israele. Ma è anche vero che nella carta fondamentale dell’Olp c’era la famosa espressione che i palestinesi avrebbero rigettato in mare gli israeliani. Quindi occorre capire Israele che, dopo aver superato l’olocausto, ha conquistato dei territori militarmente ed ora ha difficoltà nel restituirli a un popolo di cui non sa ancora se può fidarsi o meno. Si deve capire anche l’impazienza dei palestinesi che non hanno unità, non possono pianificare il proprio futuro e non possono presentarsi sulla scena internazionale con un minimo di dignità”. La pace, secondo il Nunzio, è insidiata da opposti estremismi. Quello dei giovani palestinesi che “non hanno pazienza e pensano che il dialogo produca poco e che sono tentati di usare la violenza, nella convinzione di ottenere di più”, e degli israeliani che “sostengono che i loro capi stanno vendendo la loro sicurezza”. “Superare 52 anni di conflitti – conclude – non sarà semplice. Oggi occorre una capacità profetica di costruire futuro che non si trova né tutti i giorni né in tutti i luoghi”.” “” “” “