ISLAM: MONS. TEISSIER (ALGERI), “PIÙ FIDUCIA RECIPROCA E INCONTRI PERMANENTI”

“Approfondire il dialogo islamo-cristiano” e scoprire i diversi “tasselli che compongono il grande mosaico dell’Islam”. Con questo scopo 50 anni fa, ha detto padre Justo Lacunza che ne è rettore, è nato il Pontificio istituto di studi arabi e di islamistica (Pisai). All’incontro che si è svolto ieri pomeriggio a Roma per il 50° dell’istituto, ha partecipato anche l’arcivescovo di Algeri, mons. Heinri Teissier. “L’attuale amicizia islamo-cristiana – ha detto – è condizione e promessa di un dialogo più profondo e libero da pregiudizi, ma è essenziale che si crei tra i responsabili delle due comunità un clima di fiducia” per “trovare soluzioni di pace alle frequenti tensioni locali”. A tal fine, l’arcivescovo ha auspicato “non colloqui occasionali, ma la creazione di strutture di incontro permanente”. Il presule ha ricordato la coraggiosa testimonianza di padre Christian de Cherge, ex alunno dell’Istituto e priore del monastero trappista di Tibhirina, ucciso dagli estremisti nel 1996. ” “Per l’indiano Ataullah Siddiqui, della Islamic Foundation Leicester, il nodo cruciale del dialogo “è costituito dalla ricerca di una modalità di coesistenza tra due civiltà spiritualmente ricche ma molto diverse come Islam e occidente”. Ricerca e collaborazione, ineludibili in un’Europa dove gli immigrati musulmani sono più di 11 milioni. In Italia, secondo stime della Fondazione Migrantes e della Caritas, se ne contano 436.000, di cui il raggruppamento più consistente si trova in Lombardia (100.000), seguono Lazio ed Emilia Romagna (circa 50.000 unità).” “