Il Pontificio Istituto di studi arabi e di islamistica (Pisai) festeggia oggi il cinquantesimo anniversario delle sue attività di insegnamento, ricerca e pubblicazioni al servizio del dialogo islamo-cristiano. Alla celebrazione interverranno questo pomeriggio mons. Henri Teissier, vescovo di Algeri e Ataullah Siddiqui, rappresentante dell’ “Islamic Foundation Leicester” della Gran Bretagna. Fondato in Tunisia nel 1949 dai missionari d’Africa (Padri Bianchi), nel 1964 l’istituto si trasferisce a Roma e collabora con i padri conciliari a redigere una bozza di lavoro che servirà come base di discussione per la Dichiarazione “Nostra Aetate”. In questi 50 anni, sono passati nelle aule del Pisai 1430 studenti, laici e consacrati provenienti da tutti i continenti. “Oggi – si legge in una nota del Pisai – molti di loro sono impegnati in prima persona nell’incontro e nel dialogo con il mondo musulmano, nell’intento di costruire rapporti di rispetto, stima, collaborazione. In questo compito, alcuni sono stati chiamati a dare la testimonianza suprema della loro vita”. E’ il caso dei quattro Padri Bianchi di Tizi Ouzou (1994) e del priore dei sette Trappisti di Tibhirine (1996). Al di là dell’insegnamento, il Pisai è impegnato in numerose attività connesse con lo scopo dell’istituto tra cui l’organizzazione delle “Giornate Romane” che riuniscono ogni due anni delegati di tutte le confessioni cristiane per riflettere sul dialogo con l’Islam e la promozione di colloqui con professori e università provenienti da aree musulmane (Pakistan, India e Tunisia). In questi ultimi anni, si è aperto un nuovo campo di ricerca ed attività: l’integrazione in Occidente degli immigrati musulmani per avviare attraverso la conoscenza rispettosa dell’Islam “un processo di convivenza e un futuro di pace”.