FUCI: UNIVERSITÀ, PER USCIRE DALLA CRISI

“Un respiro nuovo e un soffio di umanesimo, insieme ad un sapere congiunto all’etica, alla solidarietà e all’utilizzo delle potenzialità offerte dai nuovi linguaggi e dalle tecnologie della comunicazione, nonché un diverso stile di vita e di lavoro nel corpo accademico”. E’ ciò di cui ha oggi bisogno l’università italiana per risollevarsi dalla sua crisi che consiste soprattutto nell’incapacità di essere passaporto ancora valido per il mondo del lavoro. E’ quanto emerso nel convegno in corso a Roma (10-11 maggio), promosso dalla Fondazione Fuci e dall’Istituto dell’Enciclopedia italiana sul tema “Università, società, Europa”. “Occorre – ha affermato il presidente dell’Enciclopedia italiana Francesco Paolo Casavola aprendo i lavori – maggiore osmosi tra università e società” e “gli studiosi devono esercitare un ruolo di guida per l’elevamento della coscienza civile”. “Non serve l’istituzione di nuovi corsi di laurea, ma è necessario valorizzare tutti i processi di apprendimento con capacità di lettura dei cambiamenti” ha detto il preside della Facoltà di Economia dell’Università di Genova Lorenzo Caselli. “Il vero sapere al servizio dell’uomo”, ha aggiunto, nasce da una “faticosa riconciliazione tra fisica e metafisica, tra etica e prassi” che investa ” i grandi temi della vita”. Per Giuseppe Dalla Torre, rettore della Lumsa (Libera università Maria SS. Assunta), un’università nuova deve valorizzare “i servizi di orientamento e tutorato, e la formazione permanente intesa come costante riqualificazione”. “La nuova professionalità è il risultato di equilibrio tra competenze tecniche e valori culturali, gusto del lavoro e impegno sociale”: questa l’opinione di Sergio Zaninelli, rettore dell’Università Cattolica, secondo il quale “di fronte allo scadimento del corpo accademico” la riforma dell’università sarà possibile innanzitutto “cambiando la vita e lo stile quotidiano di molti di noi”.