PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE: IL DISCORSO DEL PAPA

“La chiamata alla missione, oltre che un dovere per ogni battezzato, è una grazia. Lo sanno bene coloro che ne hanno fatto la scelta prevalente dell’esistenza. Chi è inviato a nome della Chiesa ad annunciare la Buona Novella è associato in modo singolare alla persona e alla missione di Gesù stesso”. Lo ha sottolineato Giovanni Paolo II, ricevendo in udienza questa mattina 140 partecipanti all’assemblea generale del Consiglio Superiore delle Pontificie Opere Missionarie. Uomini e donne che dedicano la vita alla missione “ad gentes”, ha proseguito Giovanni Paolo II, “sono un esempio incomparabile di dedizione alla causa della diffusione del Vangelo. Ringrazio e benedico di cuore coloro che, in forme tanto discrete quanto efficaci, si impegnano nel lavoro dell’animazione e della cooperazione missionaria. Sono in tanti”. Ai sacerdoti si uniscono i laici che “non poche volte” operano “in ambienti ostili o indifferenti”. La commemorazione dei testimoni della fede del XX secolo, celebrata domenica scorsa, ha messo in evidenza il Santo Padre, “ci ricorda che non di rado, per la missione, la prova suprema è il dono della vita fino alla morte”. “Perseverate – ha ribadito il Papa rivolgendosi ai missionari – nel convinto servizio all’azione missionaria della Chiesa e sarete docili strumenti che contribuiscono ad edificare nel mondo la civiltà dell’amore”. Occorre, ha concluso il Papa, rinnovare “con vigore nella Chiesa un più incisivo sforzo missionario per proseguire con entusiasmo e coraggio nella sempre attuale opera della prima evangelizzazione”.