“Sconsolante”: così l’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) definisce le recenti indagini condotto del Centro europeo dell’Educazione, che ha analizzato centinaia di prove scritte di studenti italiani per concludere che “i nostri ragazzi non sanno più usare la parola scritta per organizzare le idee, i pensieri, le informazioni”. Ricordando le affermazioni del Ministro della pubblica istruzione, Tullio De Mauro, secondo il quale “bisogna insegnare a tutti, tutti gli usi della lingua, perché tutti siano liberi”, l’Agesc, in una nota, commenta che “il risultato dell’indagine appare, se possibile, ancora più sconsolante, giungendo al termine di una stagione in cui ci si è crogiolati nella convinzione della riforma tocca sana che tutto avrebbe aggiustato al suo semplice annuncio”. Per migliorare la qualità del sistema scolastico nazionale l’Agesc, chiede al Ministro De Mauro “la reale autonomia delle scuole con il rispetto della loro piena libertà, sancita dalla Costituzione; la libertà, per le famiglie, di scelta della scuola, a pari condizioni economiche; il rispetto della libertà di insegnamento; una scuola orientata in chiave europea; l’abolizione del valore legale del titolo di studio”. ” “” “