“Pensare di effettuare all’estero l’impianto dell’embrione fecondato non risolve dal punto di vista giuridico il problema, se la gravidanza viene condotta dalla stessa donna che si era resa disponibile per la ‘maternità surrogata’. Il semplice fatto che una cittadina italiana partorisca all’estero non sottrae infatti lei e il nascituro alle norme dell’ordinamento italiano”. E’ il parere espresso dal Forum delle associazioni familiari dopo la decisione della coppia romana di rinunciare ad avvalersi dell’ordinanza che autorizzava l'”utero in affitto” in Italia ma di rivolgersi ad un centro in Svizzera. Il Forum ritiene che la rinuncia della coppia romana “sia anche l’effetto del nostro ricorso contro il provvedimento del giudice Schettini” ma in ogni caso “emigrare all’estero non risolve il problema”. “Nella vicenda – spiega il Forum – ha certamente influito la necessità, sottolineata dal nostro ricorso, che il bambino venisse abbandonato dalla madre biologica per essere adottato dalla coppia: esito tutto da verificare”.