RAPPORTO DI A.C.S. SULLA LIBERTÀ RELIGIOSA NEL MONDO (2)

Sono di vari “colori” le aree del mondo dove la libertà religiosa, in modi aperti o subdoli, viene conculcata o limitata. Lo ha detta questa mattina a Roma, durante la presentazione del rapporto 1999 dell’ “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (Acs), il giornalista Andrea Morigi, coordinatore della ricerca. L’area “rossa” comprende la Cina, il Vietnam, la Corea del Nord e Cuba. In Cina, ad esempio, Morigi ha ricordato oltre ai cristiani imprigionati, anche i 36000 aderenti al movimento Falung Gong incarcerati, internati in manicomi, inviati ai lavori forzati. L’area “verde” è quella dei paesi islamici dove ancora i non musulmani sono cittadini di serie “b” e anzi dove, in qualche caso, vige la condanna a morte per apostasia (ha citato la Mauritania e il Sudan). L’Africa, ha ricordato Morigi, è una zona “nera” per l’alto numero di missionari morti in situazioni di gravi conflitti dove l’elemento religioso si mescola a fattori tribali, o di controllo delle risorse economiche e minerarie da parte di gruppi spesso sostenuti dal capitalismo internazionale. La zona “gialla” è quella dell’India e del Nepal dove l’estremismo indù ha fatto varie vittime, tra cui, recentemente, un missionario protestante e i suoi figli bruciati vivi da fondamentalisti induisti. Israele e lo Stato Palestinese rientrano nella zona “azzurra” per lo stato di continua tensione e di limitazioni cui sono sottoposti i cristiani e i musulmani da parte del governo israeliano. C’è infine la persecuzione “bianca” dei paesi dell’Europa occidentale. In Francia il rapporto Guyard ha tacciato realtà quali l’Opus Dei e la Comunità di S. Egidio di essere delle pericolose sette, mentre in Belgio e Germania forme di persecuzione sono emerse verso i Testimoni di Geova, gli Hari Krishna e Scientology.” “” “