Se il mercato editoriale tende a far diventare i ragazzi dei”piccoli consumatori” e la stampa più propriamente “educativa” (costituita in prevalenza da testate delle associazioni) non riesce ad essere sufficientemente incisiva, occorre “incoraggiare i periodici di qualità laici e cattolici attraverso finanziamenti pubblici e privati, migliorare la grafica e i contenuti, creare sinergie tra le associazioni”. Sono alcune delle indicazioni emerse oggi a Roma durante il seminario di studio su “Stampa per ragazzi: associazioni ed editori a confronto” organizzato dal Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) e al quale hanno preso parte rappresentanti di diverse associazioni e dell’editoria per ragazzi. Secondo Angelo Nobile, esperto di letteratura giovanile e docente di pedagogia all’Università di Genova, “in edicola prevale l’aspetto commerciale e consumistico e la maggioranza dei ragazzi usufruisce della stampa non educativa. Unire le forze tra le associazioni potrebbe servire a promuovere iniziative e dare peso politico alle proposte educative”. Renato Ciavola, dell’Acr (Associazione cattolica ragazzi) consiglia agli editori di fumetti di investire su un nuovo prodotto “con maggior spessore dal punto di vista etico, contenutistico” (“il fumetto non è solo Topolino!”) e di “cercare autori più profondi”. Al mondo della scuola suggerisce di usare “i giornalini come materiali didattici”, alle associazioni di “credere nei mezzi di comunicazione più di quanto fatto finora e di smettere di pensare al proprio orticello”. Domenico Volpi, presidente del Gruppo di servizio per la letteratura giovanile invita invece le associazioni a “studiare le possibili collaborazioni”, mentre ai giornali non associativi chiede di “tener presente il mondo delle associazioni” e “far conoscere le proprie disponibilità e i propri bisogni per una diffusione intelligente”.