“Se tu avessi visto come ho visto io in questo carcere cosa fanno patire agli ebrei, non rimpiangeresti se non di non aver fatto abbastanza per loro, se non di non averne salvati in numero maggiore”. Queste le parole pronunciate da Odoardo Focherini, di Carpi (provincia di Modena), morto il 24 dicembre del ’44 nel campo di concentramento di Hersbruck. Focherini era stato imprigionato per aver salvato oltre un centinaio di ebrei. Nato nel 1907, si è formato nell’Azione Cattolica italiana. Nel 1939 entrò a far parte del Consiglio d’amministrazione del quotidiano “L’Avvenire d’Italia”. Nel 1942, dopo l’arrivo dalla Germania di un treno di feriti con alcuni ebrei polacchi, Focherini li aiutò a mettersi in salvo dalle persecuzioni, espatriando clandestinamente. Un’attività che divenne frenetica a partire dall’ottobre 1943, dopo l’inasprimento delle leggi razziali. Focherini ascoltava i problemi dei fuggitivi, preparava i documenti per l’espatrio, finanziava e organizzava i viaggi della salvezza fino a Cernobbio. Venne arrestato a Carpi nel marzo del 1944 e incarcerato a Bologna e poi nel campo di concentramento di Fossoli di Carpi, di Gries (Bolzano) e di Hersbruck, dove morì il 24 dicembre dello stesso anno a causa di una ferita mal curata. Il 30 marzo ’96 l’allora vescovo di Carpi mons. Bassano Staffieri ha dichiarato Focherini “servo di Dio”.” “” “