CARD. BIFFI: “IL DIAVOLO VA PRESO SUL SERIO”

“Il grande avversario comincia a essere sconfitto non nel momento in cui lo si relega tra le favole ma nel momento in cui lo si prende sul serio, in modo da prendere sul serio la vittoria ottenuta su di lui dalla morte e dalla risurrezione del Figlio di Dio”. Così il cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, a proposito dell’esistenza del diavolo e del male nel mondo, durante la conferenza in corso oggi a Bologna sul tema “Il mistero della zizzania”, organizzata dalla Caritas parrocchiale di San Giuliano. “Nella cristianità contemporanea – osserva il cardinale Biffi – è in atto invece un curioso processo di smarrimento, tanto che si arriva a percorrere in senso contrario la strada sulla quale siamo stati guidati dalla fede”. Tra i teologi, rileva l’arcivescovo di Bologna, c’è chi si impegna alacremente in un lavoro cosiddetto di smitizzazione, dopo il quale del demonio non resta neppure la coda. Questi teologi – diversamente da Gesù Cristo – pare che non pensino più a satana come a un essere reale concretamente e personalmente esistente; sembrano piuttosto ridurlo a una sorta di immagine simbolica della intrinseca inclinazione al male che c’è nelle creature”. Secondo il cardinale Biffi “tolto di mezzo il diavolo anche il peccato originale non è più plausibile; e infatti in molte odierne presentazioni teologiche esso fatalmente si estenua e si sbiadisce fino a essere la cifra dell’umana finitezza o al più la denominazione collettiva di tutte le colpe individuali. Le quali, a loro volta, tendono a essere considerate non tanto come peccati responsabilmente commessi quanto come turbe psichiche conseguenti a squilibri congeniti o alla violazione di tabù senza fondamento”. Invece, sottolinea, dal “peccato personale” si risorge “per grazia divina” “non nel momento in cui lo ignoro o lo censuro psicologicamente, ma nel momento in cui, pentendomi, lo riconosco come atto veramente cattivo e veramente mio”.