I MARTIRI DEL VENTESIMO SECOLO (2)

“Il breve tempo del regime del nazionalsocialismo, vale a dire tra il 1933 ed il 1945, è stato caratterizzato da megalomania e dall’ideologia del sangue e suolo, da sete di potere e disprezzo per l’umanità”, ha ricordato don Helmut Moll, incaricato per le Cause dei Santi dell’Arcidiocesi di Colonia, intervenendo questa mattina a Roma al convegno organizzato dal Pontificio Ateneo Regina Apostolorum su “I martiri dell’Europa dell’Est e del nazismo”. “L’ideologia della razza – ha proseguito don Moll – collegata a quella del territorio (‘Rasse und Raum’), conduceva all’emarginazione di tutte le persone non appartenenti a tale razza, soprattutto quelle di razza ebraica. Papa Pio XI nell’Enciclica ‘Mit brennender Sorge’, del 14 marzo 1937, ha energicamente protestato, fra l’altro, contro il razzismo esistente nel Terzo Reich”.” “Perciò, ha detto ancora lo storico, “tra le vittime del nazismo ci sono stati anche tantissimi sacerdoti e religiosi. Nella maggior parte dei casi i sacerdoti sono stati perseguitati a causa della loro identificazione con la Chiesa cattolica. Circa 160 sacerdoti diocesani provenienti da tutte le diocesi della Germania – assieme alle regioni tedesche dell’Est – sono morti sia nei campi di concentramento sia nelle prigioni. Durante la seconda guerra mondiale 447 pastori tedeschi sono stati messi nel campo di concentramento di Dachau, tra di loro 411 sacerdoti cattolici e 36 pastori evangelici. Si trattava anche di sacerdoti giovani: essi hanno ‘reso testimonianza alla verità'” .” “