CINQUANT’ANNI DI SERVIZIO DELLE TRASMISSIONI IN LINGUA CINESE DELLA RADIO VATICANA

“Non è cattolico chi non è ‘con Pietro e sotto Pietro'”, e “soltanto i Vescovi uniti al successore di Pietro sono i legittimi pastori della Chiesa cattolica in qualsiasi posto del mondo e nessuna autorità, istituzione o associazione può arrogarsi tale funzione”. Lo ha detto questa mattina il card. Jozef Tomko nell’omelia pronunciata questa mattina nel corso della Messa celebrata in occasione della ricorrenza dei 50 anni di servizio delle trasmissioni in lingua cinese della Radio Vaticana. “Da mezzo secolo la Radio Vaticana – ha ricordato il card. Tomko – svolge la funzione di ponte tra la Santa Sede e la Chiesa in Cina, contribuendo a mantenere vivo il collegamento ed il vincolo di comunione tra la porzione del Popolo di Dio che vive in Cina e la Chiesa universale che ha il suo Capo visibile e il suo centro a Roma”. Cinquant’anni, ha spiegato, che “erano e sono certamente difficili per la Chiesa in Cina”. Cinquant’anni in cui “una nuova grande muraglia ideologica doveva isolare quella Chiesa dal resto della Chiesa universale guidata da Pietro”. Ma in quest’atmosfera, spesso “permeata di paura”, la Chiesa in Cina “non è sparita né diminuita ma è maturata sulla croce e sta crescendo in numero e nel coraggio della fede, sostenuta anche grazie alle trasmissioni in lingua cinese della Radio Vaticana. Esse erano luce nelle tenebre, voce amica che infondeva speranze nelle prove”. Ricordando l’imminente celebrazione ecumenica della commemorazione dei “testimoni della fede”, che si terrà domenica prossima, il card. Tomko ha segnalato che “fra poco, un bel numero di martiri cinesi sarà aggiunto all’elenco dei Santi della Chiesa universale”.