GIUBILEO DEI MARTIRI DEL XX SECOLO: LA “NUOVA PERSECUZIONE

“Perché i cristiani non temono il martirio” è il titolo del volume di Nicola Bux, teologo e consultore della Congregazione delle Cause dei Santi, presentato questa mattina a Roma alla vigilia della grande commemorazione ecumenica dei testimoni della fede che, presieduta dal Santo Padre, si svolgerà al Colosseo il prossimo 7 maggio. “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”: questa affermazione di Gesù costituisce il filo conduttore del libro secondo il quale, come ricorda intervenendo all’incontro mons. José Luis Gutiérrez, docente di diritto canonico all’Università della Santa Croce a Roma e relatore generale della Congregazione delle Cause dei Santi, “che sia cruenta o meno, la persecuzione costituisce lo statuto ordinario della Chiesa” e “il martirologio è il necessario vademecum del cristiano e di chiunque cerca l’unità e opera per la pace”. Ma di quale persecuzione oggi si tratta? Benché la Chiesa sia ancora perseguitata in molte parti della terra, per il mondo occidentale il martirio consiste nell’eroicità “di una vita ordinaria vissuta nel compimento dei doveri giornalieri” alla luce della fede “per la quale il cristiano viene spesso rigettato ed emarginato”. E’ persecuzione, mirare “ad attutire la coscienza e far scomparire la verità dall’orizzonte dalla vita umana”. E’ di questo, afferma lo storico Franco Cardini, che i cristiani “in un tempo di pavide testimonianze” devono essere consapevoli, anche – purtroppo – se molti di loro “non depongono mai la croce, perché mai l’hanno davvero assunta”. Nella vita spirituale del cristiano “esiste un vertice – spiega Bux – costituito dalla teologia della croce: di questa, la teologia della persecuzione può essere considerata la base”.