“La ricerca della verità allo scopo di comprenderla e farla comprendere ha sempre caratterizzato l’itinerario umano e scientifico di Adriano Bausola e il suo servizio non solo all’Università ma all’intera Chiesa italiana” ha proseguito il cardinale. “La sua fiducia in Dio e il suo abbandono alla mano del Signore hanno caratterizzato anche l’ultimo periodo della sua vita, quando già lo minacciava una malattia mortale, che egli visse come sempre in grande discrezione e riserbo, continuando fino all’ultimo il suo compito di rettore e di docente, senza mai lasciar trasparire pubblicamente la sofferenza o abbandonarsi al lamento”.” “”Nella vita e nel servizio di Adriano Bausola – ha concluso il card. Martini – ci pare di scorgere le caratteristiche, frutto della grazia, di un’umile e instancabile ricerca della giustizia e della verità e un disinteresse nel servizio della Chiesa e degli uomini e in particolare della sua Università che devono servire di esempio a tutti noi. Egli ha coniugato l’ideale di un servizio alto alla scienza e alla cultura con l’impegno a una rigorosa fedeltà ai doveri quotidiani. A rimarcare tale sua fedeltà ai doveri ordinari sta la costanza e la determinazione con la quale egli volle continuare a tenere le sue lezioni agli studenti. Era chiaro l’intento: di preservare il contatto vivo e diretto con i giovani, di alimentare la consapevolezza che lo stesso soverchiante carico dei governo rettorale, in ultima istanza, ricavasse, la sua ragion d’essere precisamente in quel servizio reso all’intelligenza e al cuore delle giovani generazioni”.” “