“I beni culturali nelle loro molteplici espressioni – dalle chiese ai più diversi monumenti, dai musei agli archivi e alle biblioteche – costituiscono una componente tutt’altro che trascurabile della missione evangelizzatrice e di promozione umana che è propria della Chiesa”. Lo ricordato questa mattina Giovanni Paolo II incontrando i partecipanti all’Assemblea plenaria della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, dedicata al tema “I beni culturali nel contesto della nuova evangelizzazione”. La Chiesa, ha spiegato il Papa, “esperta qual è in umanità, utilizza i beni culturali per la promozione di un autentico umanesimo” e, attraverso il linguaggio universale dell’arte, “è certamente aiutata nel suo compito di incontrare tutti gli uomini in un clima di rispetto e di tolleranza reciproca, secondo lo spirito dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso”. La nuova evangelizzazione, ha osservato il Santo Padre “postula un rinnovato impegno nel culto liturgico” e il culto “ha trovato da sempre nell’arte una naturale alleata”. Occorre quindi valorizzare i monumenti di arte sacra “tenendo conto del loro habitat liturgico, coniugando il rispetto della storia con l’attenzione alle esigenze attuali della comunità cristiana, e facendo in modo che il patrimonio storico-artistico a servizio della liturgia non perda nulla della propria eloquenza”. Inoltre, ha sottolineato il Papa, “la Chiesa non è soltanto custode del suo passato”, ma è soprattutto “animatrice del presente della comunità umana”. Per questo “incrementa continuamente il proprio patrimonio di beni culturali per rispondere alle esigenze di ogni epoca e cultura, e si preoccupa di consegnare quanto è stato realizzato alle generazioni successive”.