IMMIGRAZIONE: PADRE MIOLI, GLI IMMIGRATI “IRREGOLARI” NON SONO TUTTI CRIMINALI

“Gli stranieri ‘irregolari’ sono il più delle volte tali per irregolarità amministrative, e non perché hanno commesso reati da punire penalmente”. Lo ha detto padre Bruno Mioli, direttore dell’ufficio pastorale immigrati della Fondazione Cei Migrantes, intervenendo oggi alla presentazione del “dossier” sulle normative nazionali in materia di immigrazione, presentato oggi a Roma dall’associazione “Nessun luogo è lontano”. “O ci rassegnamo all’immigrazione clandestina, o programmiamo con una certa ampiezza gli ingressi regolari di immigrati”, ha proseguito Mioli, riferendosi indirettamente alla proposta di legge sull’immigrazione presentata ieri da alcune forze politiche. La legge attuale sull’immigrazione, per il direttore di Migrantes, “è una legge dall’impianto sostanzialmente valido, all’avanguardia rispetto alle altre legislazioni europee”. Certo, ha aggiunto, “andrebbe migliorata, ma grazie ad essa l’Italia può guardare a testa alta verso l’Europa”. La legge Turco-Napolitano, in particolare, per Mioli “deve essere armonizzata in base a leggi condivise da tutti gli altri Stati membri, e l’Italia deve fare lo sforzo perché questa non sia un’armonizzazione’ dal basso, ma ‘ad alta quota’ nel contesto europeo”. “In un contesto sociale in cui l’immigrazione – secondo il relatore – non è libera scelta, ma necessità spinta dalla sopravvivenza, l’Europa deve riflettere sulla parte di responsabilità che il nostro Continente ha nei gravi squilibri socio-economici in atto”. L’Unione Europea, ha concluso Mioli, “non si può limitare a parlare della lotta alla criminalità che gestisce l’immigrazione clandestina, o agli accordi di riammissione degli stranieri nei loro Paesi d’origine. C’è bisogno di prevedere flussi d’ingresso regolari, programmati, prevedibili, per motivi di lavoro”. (segue).