Una mossa “precipitosa” e “strumentale alle imminenti elezioni regionali”. Così la Fondazione Migrantes della Cei commenta al Sir la proposta di legge (di iniziativa popolare) sull’immigrazione, presentata in questi giorni da alcuni esponenti politici. Secondo la Migrantes, si rischia con queste iniziative di arroventare “quel clima di tensione, di confusione e di sospetto che diventa come un’esecuzione sommaria e senza appello della grande massa degli immigrati. Non si può – aggiunge la Migrantes – cavalcare questo maldestro destriero dell’umore popolare con la frenesia di tagliare per primi il traguardo del 16 aprile. Vengono abusivamente strumentalizzati non solo gli stranieri ma pure i cittadini italiani”. A proposito poi dell’opinione pubblica, la Migrantes afferma che “tutti in Italia vogliono ordine e legalità, da coniugare però con la solidarietà”. “Non basta la legge, sia pure un’eventuale nuova legge meno ‘permissiva’ e più ‘draconiana’ – rileva ancora la Migrantes – a nessuno servono le barricate. E’ urgente invece che gli attuali strumenti legislativi vengano messi in atto con tempestività, coerenza e competenza, e che tutti i cittadini non stiano solo ad osservare ma diano onestamente una mano anche con interventi critici, e soprattutto propositivi”. “Desolazione e sconcerto” è stato manifestato anche da Movimondo, una delle più importanti organizzazione non governative italiane presente in 22 Paesi del mondo. L’ong auspica che i sostenitori dell’iniziativa non arrivino “a tirare in ballo nei loro progetti né i missionari, né le organizzazioni non governative, come possibili beneficiari di elemosine prodotte da sgravi fiscali per ‘far stare gli immigrati a casa loro'”. ” “” “