“In quattro anni l’impiego autorizzato di denaro degli italiani per scommesse, giochi d’azzardo e lotterie è passato da 12.100 miliardi di lire nel 1995 a 35.000 oggi, secondo stime ufficiali. Nell’anno giubilare deve crescere l’impegno per spezzare le catene della schiavitù della sindrome da gioco”, lo ha dichiarato don Alberto D’Urso, segretario nazionale della Consulta Fondazioni Antiusura, durante la conferenza stampa svoltasi oggi a Roma presso il Centro di documentazione economica per Giornalisti, per la presentazione della ricerca “L’inflazione del gioco d’azzardo in Italia: possibili scenari”. L’autore dello studio, Maurizio Fiasco, sociologo e consulente della Commissione antimafia, ha affermato che “ogni famiglia dissipa mediamente circa un milione e 800mila lire all’anno per partecipare a una o più occasioni di gioco”. Questo ha raggiunto “tutti gli strati sociali, con un abbassamento dell’età dei giocatori”.” “Secondo Pierluigi Vigna, Procuratore generale antimafia, “il gioco d’azzardo depotenzia l’impegno individuale ed è contrario all’uso responsabile del denaro”. Padre Massimo Rastrelli, presidente nazionale della Consulta fondazioni antiusura, ha lanciato un appello al Ministro del Tesoro per avere altri mezzi a disposizione: “Abbiamo bisogno di essere ascoltati: rischiamo di dover sospendere tutti gli aiuti per mancanza di fondi”.” “