FECONDAZIONE ASSISTITA: CAMPANINI, “LA CHIESA NON INTERFERISCE SUL PARLAMENTO”

Una cosa è il “clericalismo”, che è un male del passato, “altra cosa è richiamare ogni credente – ed anche il politico credente – al dovere della elementare coerenza fra i valori ai quali, almeno in linea di principio, si richiama”. Lo storico Giorgio Campanini commenta così il sondaggio del Cirm sulla fecondazione assistita di cui dà notizia oggi – mentre riprende al Senato la discussione sulla legge – un quotidiano nazionale. Secondo il sondaggio il 54% degli intervistati sarebbe contrario “all’influenza della Chiesa, attraverso il voto dei politici cattolici, sull’attività del Parlamento”. Questi dati, per Campanini, “non stupiscono oltre misura”: “Che gli interventi della Chiesa in tema di sessualità, di rapporti familiari, di bioetica incontrino una crescente insofferenza è cosa risaputa. Si passa, in questo caso, dall’indifferenza, al semplice ‘fastidio’, alla dichiarata opposizione, ritenendo che si tratti di ambiti da riservare alla decisione della coscienza personale”. Questo perché, spiega Campanini “una mentalità fortemente soggettivistica induce a ritenere che nessuna componente ‘esterna’ alla coscienza del singolo possa avere voce in capitolo”, In realtà, però, “quella della Chiesa non è una voce ‘esterna’, è piuttosto l’espressione di una coscienza collettiva che propone costantemente quel confronto con i valori che rischia di essere messo da parte dalla cultura della soggettività”. “Le concrete scelte legislative – conclude Campanini – sono certo frutto anche di una necessaria mediazione; ma non si può confondere la mediazione con la incoerenza, il calcolo del successo, i cedimenti alle mode. La politica è, alla fine, esercizio di laicità ma di una laicità capace di confrontarsi con i valori e mai immemore della centralità della persona”.” “” “