“Credo che un episodio del genere non debba far dimenticare quanto la Chiesa, attraverso istituzioni, associazioni, persone e comunità cristiane, opera continuamente, in un silenzio costruttivo, nel campo dell’accoglienza, della formazione e dell’educazione al rispetto e alla tutela dei diritti delle persone disabili”. Mons. Sergio Pintor, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale della sanità, commenta così l’episodio di Venetico Marina (Messina) dove il parroco aveva negato la confessione a ‘Pieruccio’, un bambino di 11 anni affetto da sindrome di Down. “Il fatto – spiega al Sir mons. Pintor – invita più che alla condanna del parroco, che pure ha sbagliato, ad una seria riflessione per crescere in solidarietà e vicinanza con quelle famiglie che devono accompagnare ogni giorno persone con disabilità. L’importante è non lasciarle sole ed è quanto la Chiesa vuole fare”. “Esemplare – per mons. Pintor – l’atteggiamento del vescovo di Messina, mons. Giovanni Marra, che ha chiesto perdono a ‘Pieruccio’ e alla sua famiglia anche a nome di tutta la Chiesa messinese. Non è stata importante solo la richiesta di perdono, portata anche dal parroco con un bel gesto da parte sua, ma soprattutto la vicinanza della Chiesa diocesana a tutte le persone disabili”. “Le indicazioni pastorali della Chiesa circa i sacramenti alle persone con disabilità e al loro impegno nella vita della Chiesa – conclude Pintor – sono chiare e documentate. Le persone con disabilità sono riconosciute dalla Chiesa come persone corresponsabili e capaci non solo di ricevere ma anche di dare molto alla comunità cristiana”.