In prossimità delle lezioni regionali (16 aprile) e dei referendum (21maggio), i vescovi italiani, riuniti a Roma in Consiglio permanente dal 20 al 23 marzo, ribadiscono “l’opportunità di non coinvolgere la Chiesa in scelte di schieramento partitico” ma di “prestare attenzione a come le varie forze politiche si atteggiano sia nei pronunciamenti che nell’agire concreto nei confronti dei valori antropologici ed etici che fanno parte del messaggio cristiano”. Lo si legge nel comunicato finale che è stato diffuso oggi a conclusione del Consiglio permanente della Cei. “La vigilanza della Chiesa sulla fedeltà ai valori – aggiunge la nota – deve anche estendersi al comportamento dei politici, ai quali è legittimo chiedere affidabilità e coerenza con gli impegni elettorali”. I vescovi hanno discusso anche sul prossimo appuntamento referendario. “Non spetta alla Chiesa – è stato detto – dare un giudizio sui vari sistemi istituzionali; essa però ha a cuore che vengano trovate soluzioni in grado di coniugare la governabilità e la rappresentatività. Ciò sarà tanto più possibile quanto più le forze politiche saranno capaci di interpretare il cambiamento e di svolgere un ruolo propositivo per il bene del Paese”. Il Consiglio permanente ha infine manifestato “molta preoccupazione” per alcuni fatti recenti che “compromettono i valori fondamentali della persona e della famiglia”. Sono la concessione di un brevetto per lo sfruttamento di cellule di embrioni umani modificati, l’ordinanza sulla maternità surrogata e la risoluzione del Parlamento europeo per le convivenze omosessuali. La “risposta della Chiesa” si traduce in “una costante opera di puntuale discernimento in vista delle scelte legislative da compiere” e in un “impegno educativo” volto alla famiglia e alla formazione dei giovani.