“Fra etica ed economia, fra etica e pubblicità, fra etica e comunicazione non c’è necessariamente conflitto, alternatività, ma anzi, se sappiamo impostare questo rapporto in maniera corretta, c’è una solidarietà che può influire positivamente sulla crescita della società”. Lo ha osservato il Rettore della Lumsa (Libera Università Maria SS. Assunta), Giuseppe Dalla Torre, introducendo questa mattina a Roma un seminario, promosso dall’area delle Comunicazioni Sociali della stessa università, sul tema “Per una pubblicità etica”. Un incontro dedicato alla riflessione sul documento del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, “Etica nella pubblicità”, a tre anni dalla sua pubblicazione (22 febbraio 1997). Un documento, secondo Pierfranco Malizia, docente di sociologia dei processi sociali, che non ha avuto “sufficiente eco proprio sui mass media, cui era diretto”. La riflessione sul rapporto fra etica e pubblicità, ha ricordato Roberto Cortopassi, presidente dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria, era stata già avviata nel mondo della pubblicità, a partire dal 1966, con la istituzione di questo organismo, nato dall’impegno di 17 associazioni del settore, che hanno dato vita ad un codice di autodisciplina che contiene 46 articoli. Lo scorso anno, ha segnalato Cortopassi, al giurì dell’Istituto di autodisciplina sono stati sottoposti 1000 casi. Nel servizio pubblico televisivo, ha rilevato Gabriella Tosto, responsabile dell’Ufficio controllo pubblicità Rai, il documento “Etica nella pubblicità”, ha innescato un maggior impegno nel controllo degli spot pubblicitari con la creazione, fra l’altro, di un servizio telefonico aperto al pubblico per raccogliere critiche e suggerimenti. “Etica e qualità – ha rilevato Tosto – possono andare d’accordo”. “La pubblicità – ha aggiunto Fabiola Cinque, docente di Tecniche della Comunicazione Visiva – ha anche una rilevante potenzialità per il bene”, come nel caso delle campagne socio-istituzionali, nelle quali si sperimenta “una nuova comunicazione tra il cittadino e le istituzioni pubbliche”.