“Il mondo arabo ha molto da guadagnare con questa visita del Santo Padre”. Lo ha detto Maurice Bormans, docente del Pontificio Istituto di Studi Arabi e Islamici e noto esperto del mondo arabo, a proposito dell’attuale pellegrinaggio di Giovanni Paolo II sui luoghi della salvezza. “Da parte di Israele ci sono buone disposizioni ed anche se gruppi fondamentalisti fanno pressioni – ha aggiunto – credo che la permanenza del Santo Padre a Gerusalemme sia in grado di allentare la tensione e ridurre le incomprensioni”. Secondo Bormans, comunque, “ogni tipo di dialogo interreligioso sia con i musulmani che con gli ebrei ha sempre una dimensione politica. Fino a qual punto questa dimensione deve essere assunta e nello stesso tempo distinta dal dialogo del Santo Padre ed anche dai rappresentanti cristiani, è un problema che non è mai del tutto semplice da risolvere”. “In qualità di capo della comunità cattolica nel mondo – ha concluso Bormans – il Pontefice intende promuovere rapporti che mirino non solo alla convivenza pacifica, bensì ad una collaborazione profonda al servizio dei diritti dell’uomo ovunque questo sia possibile. Il Papa è disponibile e richiama alla collaborazione ed alla cooperazione tutti i popoli e le comunità à religiose, per testimoniare Dio nel mondo moderno e affermare la dignità dell’uomo e la difesa dei suoi diritti a tutti i livelli, personali, familiari, sociali e culturali”.