IL PAPA IN TERRA SANTA: NOTA SIR. Pubblichiamo la nota Sir dedicata al viaggio di Giovanni Paolo II in Terra Santa

“E’ lui il primo e l’unico, a lui dedico ogni tappa di questo mio pellegrinaggio”. Guarda fisso al festeggiato, a Gesù Cristo, nel grande pellegrinaggio del Giubileo. Ed è contento, il Papa, all’inizio di questo viaggio, che del Giubileo va al cuore. Lo ha fortemente voluto, pazientemente preparato. Prima di tutto nel suo significato spirituale: la rilettura di duemila anni di storia si intreccia con l’anelito a dire qualcosa all’umanità del nuovo millennio. Qualcosa di nuovo che è Cristo, ieri, oggi, sempre.” “Terra Santa, quella che Giovanni Paolo II ha contemplato dal Monte Nebo, segnata dalla convivenza delle religioni e delle confessioni, che si disputano spazi angusti, vivono storie intrecciate e pure peculiari e distanti. C’è qui il secondo grande tema del pellegrinaggio: il Giubileo può essere l’occasione per coinvolgere interlocutori nuovi ed antichi, a partire da tutti coloro che “riconoscono l’unico, il vero, indivisibile Dio, il creatore di tutto ciò che esiste”. Proprio qui, in Terrasanta, il Papa è venuto a testimoniare che il dialogo ecumenico e inter-religioso è una frontiera delicatissima, ma fondamentale, proprio perché si intreccia con quella dell’avvenire dell’umanità in questo terzo millennio che sta cominciando a delineare i suoi tratti, quelli di un cambiamento sempre più accelerato e sempre più indeterminato nei suoi riferimenti di valore. Ecco perché prima di questo pellegrinaggio ha voluto la solenne “purificazione della memoria”.” “La più concreta sfida è sulla pace, proprio in Terrasanta. E’ notevolmente cresciuto il profilo dell’interlocutore ebraico, non solo dopo le guerre vinte, mentre sta mutando il profilo dell’Islam. Il Papa sa che la Santa Sede non ha un ruolo di primo piano dal punto di vista dei numeri, ma può lavorare per un assetto di Luoghi Santi che garantisca la dignità e la libertà di tutti. La pace ha bisogno di qualcosa di più di un semplice equilibrio diplomatico e militare per potere diventare da aspirazione duratura realtà. Diventa un frutto di un nuovo rapporto tra le grandi fedi. La fatica, la rigidità dei movimenti del Papa, confrontata con questo grande disegno ci fa ritornare alla radice spirituale di questo viaggio, che sola ne spiega la carica.” “In più di vent’anni, protagonista di passaggi cruciali della storia, il Papa ci ha abituati ad un parlare chiaro e franco su tutti i grandi temi della storia e dell’avvenire dell’umanità. Un coraggio della verità che diventa contagioso perché fondato sulla roccia della fede. ” “” “” “