“Finora eravamo abituati alle adozioni di bambini in età scolare, per garantire gli studi a livello di base, o per assicurare loro il sostentamento alimentare, familiare, sanitario. Con la nuova idea si andrà a sostenere il lavoro degli adulti in terra di missione, affidando ai missionari lo stipendio da girare a chi concretamente lavorerà per progetti e iniziative reali”: con queste parole il segretario generale del Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell’Amore, Giuseppe Rotunno, spiega al Sir la nuova iniziativa denominata “Adottà un papà”, che verrà presentata oggi a Roma, presso l’università Luiss (via Parenzo 11, ore 16) in occasione del convegno “Microprogetti di sviluppo e lavoro”. Il Comitato ha già in lista circa 300 schede di lavoro per altrettanti capifamiglia della Costa d’Avorio e del Mozambico, segnalati dai missionari della Consolata e di altri istituti religiosi. “Si adotta un capofamiglia – continua Rotunno – offrendogli lo stipendio di 50 mila lire a settimana per un lavoro indicato dal missionario, con cui il donatore entra in contatto. Con questo posto di lavoro i beneficiati potranno sfamare la loro famiglia, senza bisogno di emigrare verso il nord, anzi attivando il circolo virtuoso di un microsviluppo economico locale. Le richieste pervenute riguardano lavori quali insegnanti, infermieri, falegnami, agricoltori, guardiani, meccanici. Ad esempio in Mozambico i missionari ci hanno segnalato l’urgenza di poter ricostruire le case perché la gente possa tornare a vivere nella proprio terra”. Il numero verde messo a disposizione dal Comitato per questa operazione è 800-552262.