“Il provvedimento approvato dal Governo per la riforma della legge 416 sull’editoria, per quanto ne sappiamo, porta significative novità specialmente per quanto riguarda il credito agevolato. Ma non si può nascondere la preoccupazione degli editori dei settimanali di informazione locale, per i quali non appare il riconoscimento del loro specifico ruolo sul territorio”. Non nasconde la sua preoccupazione per il varo del provvedimento di riforma della legge 416 per l’editoria don Vincenzo Rini, presidente della Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici che raccoglie oltre 140 testate locali. “Preoccupa l’intenzione di ridurre progressivamente le provvidenze dirette a fondo perduto – spiega al Sir don Rini – scelta questa che, in parallelo con la riforma delle tariffe postali, fa prevedere un drastico taglio delle provvidenze ed un forte incremento delle spese postali con la conseguente messa in grande difficoltà economica, finanziaria e occupazionale per le piccole testate locali. Con quale danno per il pluralismo e la libertà di informazione si può immaginare”. “Chiediamo al Governo – conclude don Rini – di rivedere tali punti del disegno di legge consultando a questo scopo i diretti interessati, per giungere ad una legislazione più equanime a garanzia della democrazia informativa”. Soddisfazione per il varo del decreto legge è stata espressa dall’Unione stampa periodica italiana (Uspi). Restano, tuttavia, secondo l’Unione, alcune “imperfezioni sia sulla semplificazione burocratica, sia sul reiterato vincolo per i piccoli editori di fornire garanzie reali per l’accesso al credito”. Anche l’Uspi auspica infine che “il varo della normativa coincida con una corretta soluzione del gravissimo problema tariffario postale per l’editoria, una vera spada di Damocle sui piccoli editori”.