SANTI E PECCATORI NELL’INFERNO FISCALE

“Il problema dell’evasione fiscale deve essere affrontato non solo in termini repressivi ma soprattutto mediante una responsabile prevenzione, cercando di indurre i cittadini a considerare questo reato non remunerativo e pericoloso”: lo ha detto ieri pomeriggio Raffaele Romano, Capo Ufficio fiscalità del III Reparto operazione del Comando generale della Guardia di Finanza, durante l’Incontro di studio “Santi e peccatori nell’inferno fiscale”, organizzato dal Gruppo culturale interfacoltà della Libera Università Maria SS. Assunta di Roma (Lumsa). Al Sir il colonnello ha dichiarato che in Italia il fenomeno dell’evasione fiscale “non è in aumento, anzi, siamo in recupero”. Tuttavia occorre “insistere sul principio di legalità nella Chiesa, educando alla coscienza della legge – ha sottolineato Francesco Compagnoni, docente di teologia morale alla Pontificia università San Tommaso d’Aquino -. Mi sembra che oggi stia crescendo questa coscienza nel nostro Paese, come aumenta la solidarietà interna e nazionale”. Secondo Francesco D’Agostino, docente di Filosofia del diritto all’Università di Tor Vergata e alla Lumsa, spesso nei cittadini sorge l’interrogativo “della legittimità del pagare le imposte perché si è perduta una adeguata dottrina dello Stato”.