GIORNATA DEL PERDONO, PADRE IMODA: LA “FOLLIA DELLA CROCE”

La “follia della Croce” è “totale dono di sé senza calcoli, senza aspettarsi un ritorno, fino a rischiare un rifiuto”. Così padre Franco Imoda, Rettore del Pontificia Università Gregoriana, legge il significato della Giornata del Perdono celebrata ieri dal Papa. Si tratta, osserva padre Imoda, “di un atto coraggioso, di un atto di grazia”, che non si limita a dare “un messaggio”, che non si riduce “a dire bisognerebbe perdonare, ma di fatto chiede il perdono, nonostante tutte le conseguenze che questo atto può comportare”, comprese le diverse interpretazioni ed i travisamenti. Secondo il rettore dell’Università Gregoriana, anche se sul gesto della “purificazione della memoria” sono state sollevate riserve e precisazioni, “c’è la percezione da parte di tanti che in questo atto ci sia quella dimensione di grazia di cui un mondo, che vive di calcoli e di contratti, ha grande bisogno”.” “La “follia della Croce”, prosegue padre Imoda, si trasforma però “nella ragionevolezza più grande: se vogliamo vivere insieme possiamo farlo solo se c’è qualcuno che fa il primo passo verso la riconciliazione così come il marito verso la moglie, o il padre verso il figlio e viceversa. Le relazioni si ricostituiscono così, non con i seminari di studio”.” “Nei rapporti tra persone, aggiunge il rettore, “c’è sempre un equilibrio irraggiungibile in cui c’è uno che vince e uno che perde, chi dà di più e chi dà meno. Nel perdono chi dà di più, anche senza un ritorno, è vincitore, ha già creato qualcosa di buono pur sapendo che non riceverà niente in cambio”.” “