Una visita che comporterà il più grande spiegamento di forze di sicurezza mai previsto per l’arrivo di un capo di Stato in Israele. Lo ha detto, questa mattina in una conferenza stampa, il ministro per gli Affari di Gerusalemme, Haim Ramon, che poco prima era stato ricevuto dal Papa per precisare gli ultimi dettagli del suo pellegrinaggio. C’è comunque molta attesa da parte israeliana per l’arrivo di Giovanni Paolo II in Terra Santa, ha detto il ministro Ramon, per il Papa che “ha contribuito alla riconciliazione fra cristiani ed ebrei ed ha combattuto contro l’antisemitismo”. Ci saranno 5000 agenti israeliani a Gerusalemme, altri 5000 in Galilea e a Nazareth per proteggere la vita di Giovanni Paolo II. Per la recente visita di Clinton ne erano stati allertati 2000, ma, ha spiegato il ministro israeliano, “si trattava di una visita di due soli giorni, non paragonabile a quella del Papa che è più lunga e con diverse tappe in luoghi religiosi”. ” “”Spero che la politica non offuschi questa visita così importante dal punto di vista religioso e spirituale”, ha osservato Ramon. Il Papa, ha proseguito, “ha fatto molto, anche prima di questa visita, per la pace e per la riconciliazione tra le grandi religioni monoteistiche. Auspichiamo che questo pellegrinaggio sappia creare un’atmosfera migliore per la pace, senza entrare nei problemi politici e nelle dispute fra noi e i palestinesi”. Quanto all’accordo firmato fra la Santa Sede e l’Olp, il ministro non ha taciuto il fatto che esso non abbia “molto soddisfatto” il governo israeliano anche se, ha precisato, “questo non riguarda la visita del Papa”. ” “