CHIESA E INTERNET: TRASFORMARE INTERNET IN UN LUOGO DI ANNUNCIO

“La rete non è esente dal peccato originale, perché propone anche una comunicazione subdola, garante dell’anonimato, alla quale può accedere solo chi ha disponibilità finanziarie”. Lo ha detto don Andrea Caniato incaricato per la pastorale delle comunicazioni sociali e vice incaricato pastorale giovanile della diocesi di Bologna, partecipante al convegno di Assisi “www chiesa in rete”, che accoglie l’entusiasmo di Derrick de Kerchove sulle infinite possibilità che le nuove tecnologie offrono. “Abbiamo contattato via e-mail – ha affermato don Caniato – tutti i gruppi giovanili delle parrocchie della diocesi per dare ospitalità ai giovani stranieri per la giornata mondiale della gioventù e l’80% ha riposto all’invito. Ora la comunicazione informale che si è creata è di carattere organizzativo ma da qui vorremmo partire per sviluppare un progetto più grande, creando in rete un luogo di annuncio con criteri precisi. Dichiarare la propria identità senza paura – ha concluso l’incaricato – dà più valore al messaggio che si comunica”. Valentina Carenzi, responsabile informatica della diocesi di Piacenza-Bobbio, tra le più estese in Italia, si è detta convinta dell’utilità di Internet ai fini pastorali ma “occorre maggiore convinzione, a partire dalla base fino all’alto”. “A Piacenza stiamo verificando quanto utile sia Internet per collegare realtà diverse e lontane anche fisicamente – spiega Carenzi -. Il nostro sito contenente tutti i documenti del vescovo e degli uffici diocesani viene visitato da molte persone soprattutto giovani e sacerdoti, con numerosi scambi di informazioni e notizie. Le distanze fisiche che potevano creare difficoltà alla pastorale vengono ora annullate”.