“Il problema delle linee telefoniche erotiche è nodale per le famiglie e per i minori, non soltanto, come qualcuno pensa, sul piano economico, per le bollette milionarie che qualche famiglia in passato ha dovuto pagare, ma perché si tratta di tutelare i più deboli da un’azione vergognosa”: lo ha detto al Sir il presidente del Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione (Copercom), Enea Piccinelli, commentando il testo dell’interpellanza presentata oggi dalla sen. Paola Mazzuca, presidente della Commissione speciale per l’infanzia del Senato. “Una legge di quattro anni fa – continua Piccinelli – prevedeva il divieto assoluto di gestire linee telefoniche erotiche, usando a quei tempi il servizio 144. Ora l’ostacolo è stato aggirato e tali linee sono aumentate. Tali servizi continuano ad essere proposti perché il ministero delle comunicazioni non ha ancora provveduto ad emanare il regolamento previsto. Il risultato è che i giornali e numerose tivu, soprattutto locali, sono piene di queste pubblicità, che non avrebbe ragione di essere se la legge che vieta l’esercizio di queste linee telefoniche fosse applicata”. Secondo Piccinelli la questione è aggravata dal fatto che qualche emittente televisiva trasmette gli annunci, a volte, anche durante le ore del giorno e in prima serata. “Siamo di fronte a un’attività che sostiene fenomeni degeneri, quali la tratta delle ‘bianche’ e delle ‘nere’, e il proliferare di azioni criminose dei lenoni, che sembrano agire indisturbati”.