I cattolici “non sono prevenuti nei confronti delle riforme scolastiche, ma seguono il processo di trasformazione con atteggiamento di critica costruttiva”. E’ quanto si legge in una nota della Consulta nazionale di pastorale della scuola, a proposito del riordino dei cicli di istruzione approvato definitivamente dal Senato. Modificando il “tradizionale assetto dell’organizzazione scolastica”, tale riforma, si legge nella nota diffusa oggi, “ha proposto problemi non indifferenti”, in particolare per la “scuola di base”: l’accorpamento tra elementari e medie, infatti, secondo la Consulta non dovrebbe avvenire attraverso “una fusione delle due scuole”, bensì tramite un potenziamento delle loro “valenze specifiche”, nel rispetto sia delle esigenze evolutive degli alunni sia delle competenze dei docenti”. Nella scuola secondaria, inoltre, “non sarà facile ridefinire gli attuali licei e i numerosi indirizzi degli istituti tecnici e professionali”: di qui la necessità, si legge ancora, di ridefinire i “saperi” scolastici “evitando possibili appiattimenti verso il basso”. Richiamarsi agli standard europei (ad esempio, per l’estensione dell’obbligo scolastico), si sottolinea nel documento, “non costituisce di per sé un salto di qualità”, visto che, “malgrado tutti i suoi problemi, la nostra scuola ha avuto finora un impianto superiore a quella degli altri paesi europei”. Ciò che manca, insomma, nelle riforme “è la chiarezza circa la definizione dei contenuti e il loro spessore culturale”. La dimensione religiosa, deve far parte dei “saperi” di base, mentre bisognerà scongiurare “il rischio che una deriva scientifico-tecnologica ponga in secondo piano il riferimento ai valori fondamentali che debbono stare alla base dei ‘saperi'”. La formazione professionale, infine, non va sostituita “dall’apprendistato”, o intesa solo come “recupero dei soggetti deboli”: al contrario, “deve aiutare la crescita integrale della persona e disegnare profili professionali rispondenti alle possibilità occupazionali della società di oggi e del prossimo futuro”.” “” “