“Non una carità dei più bravi o dei più sensibili, ma una carità di popolo”, cioè che veda in prima linea tutti i fedeli di ogni parrocchia. Questa, si legge in una nota, il messaggio del seminario regionale delle Caritas della Calabria, conclusosi nei giorni scorsi a Campora S. Giovanni (Cosenza). L’obiettivo principale dell’iniziativa, spiegano i promotori, era interrogarsi “su come favorire una diffusione dell’esperienza della Caritas in tutte le parrocchie del territorio”. Nonostante gli appelli e i documenti dell’episcopato, infatti, risultano poche le Caritas parrocchiali effettivamente costituite in Calabria e, a detta dei responsabili diocesani, “si tratta spesso di esperienze più simili a gruppi di volontariato che a ciò che la Caritas vuol essere”. La prospettiva che si intendere realizzare, invece, “è quella di parrocchie capaci di leggere i bisogni del territorio e di sollecitare tutti i fedeli ad attivare risposte flessibili e solidali”. Per confermare questo impegno, una delle giornate dell’incontro è stata dedicata alla commemorazione di don Italo Calabrò, prete reggino scomparso dieci anni fa, già direttore della Caritas locale e fondatore di numerose opere di solidarietà, fra cui il centro comunitario “Agape”, don Calabrò collaborò attivamente al processo di rinnovamento ecclesiale che ha portato all’attuale configurazione della Caritas italiana. ” ” ” “