CARD. ETCHEGARAY: IL SIGNIFICATO DELLA “PURIFICAZIONE DELLA MEMORIA”

“La nostra solidarietà con la Chiesa di ieri ci fa scoprire la meglio la nostra responsabilità per la Chiesa di domani”. E’ questo, ha spiegato questa mattina il cardinale Roger Etchegaray, presidente del Comitato del Grande Giubileo dell’Anno 2000, uno dei significati più profondi della “Purificazione della memoria”, un “segno così familiare al pensiero di Giovanni Paolo II”, che, tuttavia “ha bisogno di essere spiegato addirittura giustificato per essere ben compreso da tutti”. Lo studio della Commissione teologica internazionale, “Memoria e Riconciliazione. La Chiesa e le colpe del passato”, presentato ufficialmente oggi, è strettamente legato alla celebrazione liturgica del 12 marzo in San Pietro. In questa occasione, ha osservato il cardinale, “la Chiesa si volge umilmente verso il passato” per “meglio assumere il proprio presente ed entrare risolutamente nel nuovo millennio. Il ‘dovere di memoria’ incalza il dovere di conversione e di riconciliazione. E’ un richiamo coraggioso ed esigente a costruire il futuro a partire dal tempo presente: né fuga all’indietro, né fuga in avanti. I ‘mea culpa’ ripiegati sul petto servirebbero a poco se non si prolungassero in mani aperte e riparatrici verso i nostri fratelli, se non ci rendessero più avvertiti sulla Chiesa di oggi”.” “La celebrazione della richiesta del perdono, ha fatto notare il card. Etchegaray, si celebra la domenica successiva alla beatificazione dei martiri: “I due gesti di Giovanni Paolo II sono inscindibili, e l’uno non può eludere l’altro, tutti e due sono un richiamo alla santità, lanciato da una Chiesa che è una Chiesa di testimoni e non di parti in causa, una Chiesa di martiri non di superstiti”. ” “