“Se dinanzi a simili episodi lasciamo scorrere la vita come se nulla fosse accaduto, allora siamo dei “robot”, delle macchine informatizzate che ripetono i loro programmi inesorabilmente”. Lo ha detto il vescovo della diocesi di San Severo, Michele Seccia, intervenendo, ieri sera, al momento di riflessione e preghiera, organizzato dall’Ufficio diocesano di Pastorale Giovanile, all’indomani dell’omicidio di un ventisettenne e del ferimento del fratello avvenuto in pieno centro città una settimana fa.” “La Chiesa locale ha inteso “mobilitare le coscienze” per dire “No” alla violenza, all’omertà e alla paura. “Vi auguro – ha continuato il Vescovo rivolgendosi alla città – di essere infettati dal virus della sensibilità che distrugge l’indifferenza e la paura che attanaglia i nostri cuori. Se é vero che la paura genera schiavi, allora, è sì importante denunciare ma, andando oltre le sterili denunce, occorre gridare con la nostra vita che la forza dell’amore del Vangelo è più forte delle nostre paure… Dopo questo incontro, sarà importante lo stile di vita che ognuno sarà capace di adottare perché l’altro sia veramente un valore, perché il male sia chiamato per il suo nome e il bene non sia relativizzato”. La manifestazione si è conclusa con un gesto significativo: i presenti sullo stesso luogo bagnato dal sangue del ragazzo hanno scritto, con dei cer accesi, la parola “Pace”.” “” “” “