“Pur rispettando le conclusioni della Corte di Cassazione, nutriamo dubbi nei confronti dell’interpretazione assunta circa la reiterazione, prima dei cinque anni previsti, del referendum elettorale”. Il prossimo numero di Civiltà Cattolica interviene così sulla decisione della Corte di Cassazione di risolvere in senso positivo la riproposizione, fra i sette referendum ammessi, dello stesso quesito referendario sull’eliminazione della quota proporzionale dalla legge elettorale, ad appena un anno dalla precedente votazione. Secondo il periodico dei Gesuiti infatti, “là dove la Corte afferma che ‘il corpo elettorale (non recandosi a votare) non ha potuto validamente esprimersi’, avrebbe invece dovuto dire ‘non ha voluto validamente esprimersi’, giacché non ha alcun obbligo di esprimersi sulla richiesta di una minoranza di cittadini”. E’ probabile, osserva “Civiltà Cattolica”, che anche questa volta la gente decida di non andare a votare, anche perché “i referendum, al di là dei problemi concreti coinvolti, in genere risentono della strumentalizzazione ai fini della propaganda politica che ne fanno i radicali”. Come nel caso della campagna “Emma for president”, “l’attuale campagna referendaria mira soprattutto alle elezioni e se si guarda ai contenuti dei quesiti essi rappresentano una specie di manifesto per la società che i radicali vogliono delineare: una società libertaria, nella quale l’individuo può compiere liberamente tutte le scelte che gli permettono i mezzi economici di cui dispone, con scarse difese per coloro che non dispongono di mezzi economici e senza tenere conto di valori etici”. Il prossimo numero del periodico dei Gesuiti, che sarà diffuso il 7 marzo, pubblicherà anche un editoriale sul rito della “purificazione della memoria” che Giovanni Paolo II compirà il prossimo 12 marzo e il documento della Commissione Teologica Internazionale su “Memoria e Riconciliazione: la Chiesa e le colpe del passato”.