Sono oltre 1 milione le persone evacuate e circa 300 sono i morti accertati a seguito dell’alluvione che ha colpito in questi giorni il Mozambico. “E’ un evento eccezionale – dice Nicola Catalini, rappresentante nazionale dell’Aifo (Associazione amici Raoul Foullerau) in Mobambico -. Piogge così intense non si sono viste dal ’54 e tutti i fiume provenienti dalle regioni interne sono ingrossati”. Catalini, che vive a Maputo, coordina un programma contro la lebbra a livello nazionale e due progetti sanitari in diverse zone del Paese. “Al Nord è tutto allagato – racconta -, e stanno cercando di salvare i superstiti con elicotteri e imbarcazioni e arrivano i primi aerei carichi di aiuti. Inoltre si sta diffondendo sempre di più il colera, una malattia già presente in questi territori”. Il governo del Mozambico ha allestito dei centri di accoglienza per gli sfollati (tra cui 44.000 bambini di età inferiore ai 5 anni e 11.200 donne incinte). “L’alluvione ha distrutto case, scuole e ettari di colture (miglio, arachidi, fagioli) – spiega Catalini – e renderà ancora più insostenibile la situazione del Paese, che è in condizioni di estrema povertà”. Si calcola che, per fronteggiare l’emergenza, saranno necessari 65 milioni di dollari.