“I poveri non sono la periferia della vita della Chiesa, come fossero clienti, ma sono nel cuore di essa. La loro presenza riguarda tutti i cristiani, soprattutto i laici che vivono ovunque per le strade del mondo”. Lo ha detto Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio, intervenendo oggi al Congresso mondiale sull’apostolato dei laici, in svolgimento a Roma fino al 30 novembre. Secondo Riccardi, oggi “esiste la tendenza a sfuggire il mondo dei poveri”, in nome di quell'”amore per se stessi, che segna le culture e i comportamenti individuali del nostro tempo e di tutti i tempi. I poveri, qualunque categoria di essi abbiamo presente, sono coloro che non hanno niente da dare in contraccambio per l’attenzione che si presta nei loro confronti. Eppure i cristiani non li possono sfuggire, anzi talvolta li prediligono”. L’amore per i poveri, secondo Riccardi, “è prova che la Chiesa, in un mondo che è divenuto tutto mercato sino nelle sue pieghe più intime, vive secondo la legge della gratuità”. Per il laico cristiano, ha proseguito il fondatore della Comunità di S. Egidio, “i poveri sono un problema sociale, una questione aperta, una sfida alla ricerca della giustizia. Ma per il laico cristiano i poveri sono prima di tutto uomini e donne”., Attenzione, allora, a non strumentalizzarli: “L’ideologizzazione della questione della povertà – ha detto Riccardi – può allontanarci dal contatto diretto e personale con i poveri, che è un fatto importante nella vita e nella spiritualità di un cristiano. Chi non vede da vicino un povero, forse, capisce poco dell’uomo e anche dell’amore di Dio”. ” “” “