GIUBILEO DEI LAICI: MONS. LEONARD, “IL LORO PRIMO IMPEGNO È NEL MONDO”

“Il rischio che i fedeli laici corrono oggi è quello di focalizzare quasi unicamente il loro impegno all’interno della Chiesa, mentre il loro primo impegno è nel mondo”. A mettere l’accento sulla “specificità secolare” della vocazione dei laici è stato mons. André-Mutien Léonard, vescovo di Namur, in Belgio. Intervenendo al Congresso mondiale dell’apostolato dei laici, in corso a Roma fino al 30 novembre, mons. Léonard ha sottolineato che il Concilio Vaticano II insiste sul fatto che “il laico vive nel ‘secolo’ e deve operare dall’interno per la santificazione del mondo, annunciare Cristo prima di tutto attraverso il proprio ambito di vita”. Il mondo, insomma, è per mons. Léonard “il primo terreno dell’identità del laico, della sua vocazione e missione. E’ un ‘luogo teologico’, non sono un quadro antropologico e sociale”. “Un gigante un po’ impacciato, un po’ stordito, un po’ impedito”: così Dino Boffo, direttore di “Avvenire”, ha definito il laicato cattolico, invitando i laici ad “un recupero a tutto tondo di identità per una testimonianza più sciolta, cioè meno inceppata e meno inibita, più creativa e sorprendente”. Boffo ha denunciato, nella situazione attuale, “l’ignoranza” dei laici, frutto di “una spensierata improvvisazione da autodidatti nella vita di fede che rende il singolo laico cristiano inconsapevolmente gracile, e subito disorientabile dinanzi alla prima obiezione”. Per Boffo, invece, compito dei laici cristiani è “non lasciar narcotizzare le coscienze. Certo, ci lasceremo a nostra volta inquietare dagli altri, e dai semi di verità di cui sono portatori. Ma guai a farci suggestionare ed espellere – perché credenti – dal campo del pubblico confronto”. ” “” “