PROGETTO CULTURALE: RISCOPRIRE LA DEVOZIONE POPOLARE

“Nella devozione popolare si manifesta un cristianesimo incarnato con il sapore e il colore del popolo, espresso in diverse forme”: ha osservato mons. Sergio Lanza, docente di teologia pastorale alla Pontificia Università Lateranense, intervenuto questa mattina al Seminario di studio in corso a Roma sul tema “Cattolicesimo popolare, devozioni e progetto culturale”, promosso dal Servizio Cei per il Progetto culturale. Due sono i modelli nell’interpretazione della devozione, secondo Lanza: “Il primo, molto diffuso, la ritiene una religiosità ‘di serie B’, sempre da purificare; l’altro la giudica come espressione del sentimento puro della gente. Entrambe le posizioni, di subalternità o di autenticità assoluta, sono da respingere”. Nella devozione si esprime “una ricerca del senso della vita” e allo stesso tempo “la nostalgia di radici perdute, la sensibilità estetica”. Aspetti positivi che, ha osservato, “si scontrano con la frammentazione soggettiva dell’espressione devozionale, il suo emergere episodico come ‘gratificazione istantanea’, la scarsa incidenza etica sul comportamento”. “La questione di Gesù Salvatore – ha concluso Lanza – non riguarda solo il dialogo interreligioso ma anche le forme di devozione popolare presenti nella Chiesa”.