Il moltiplicarsi di riunioni di preghiera per ottenere da Dio una guarigione ed il ripetersi di “presunte guarigioni che si verificano in occasione di particolari celebrazioni” hanno spinto la Congregazione per la dottrina della fede a pubblicare una “Istruzione” che “serva soprattutto di aiuto agli ordinari del luogo affinché meglio possano guidare i fedeli in questa materia, favorendo ciò che vi sia di buono e correggendo ciò che sia da evitare”. Resa nota questa mattina in Vaticano, l'”Istruzione circa le preghiere per ottenere da Dio la guarigione” contiene una prima parte dedicata agli aspetti dottrinali ed una seconda parte dove invece vengono presentate le disposizioni disciplinari. “La malattia – si legge nell’introduzione – come altre sofferenza umane, costituisce un momento privilegiato di preghiera: sia di richiesta di grazia, per accoglierla con senso di fede e di accettazione della volontà divina, sia pure di supplica per ottenere la guarigione”. “La preghiera che implora il riacquisto della salute – prosegue il documento – è pertanto una esperienza presente in ogni epoca della Chiesa e, naturalmente nel momento attuale. Ciò che però costituisce un fenomeno per certi versi nuovo è il moltiplicarsi di riunioni di preghiera, alle volte congiunte a celebrazioni liturgiche, con lo scopo di ottenere da Dio la guarigione. In diversi casi, non del tutto sporadici, vi si proclama l’esistenza di avvenute guarigioni, destando in questo modo delle attese dello stesso fenomeno in altre simili riunioni. In questo contesto si fa appello, alle volte, a un preteso carisma di guarigione. Siffatte riunioni di preghiera per ottenere delle guarigioni – prosegue la Congregazione della fede – pongono inoltre la questione del loro giusto discernimento sotto il profilo liturgico, in particolare da parte dell’autorità ecclesiastica, a cui spetta di vigilare e dare le opportune norme per il retto svolgimento delle celebrazioni liturgiche”.