“Ad ogni fedele è lecito elevare a Dio preghiere per ottenere la guarigione. Quando tuttavia queste si svolgono in chiesa o in altro luogo sacro è conveniente che esse siano guidate da un ministero ordinato”. E’ la prima delle dieci disposizioni disciplinari contenute nella “Istruzione circa le preghiere per ottenere da Dio la guarigione” presentata questa mattina in Vaticano dalla Congregazione per la dottrina della fede. “Le preghiere di guarigione – si legge nell’art. 2 delle Disposizioni – si qualificano come liturgiche, se sono inserite nei libri liturgici approvati dalla competente autorità della Chiesa, altrimenti sono non liturgiche”. “Il vescovo diocesano – puntualizza la Congregazione – ha il diritto di emanare norme perla propria Chiesa particolare sulle celebrazioni liturgiche di guarigione” e coloro che curano la preparazione di queste celebrazioni “devono attenersi nella loro realizzazione a tali norme”. Il permesso deve essere “esplicito”, anche se le organizzano o vi partecipano vescovi e cardinali. “E’ necessario inoltre – aggiunge la Congregazione – che nel loro svolgimento non si pervenga, soprattutto da parte di coloro che le guidano, a forme simili all’isterismo, all’artificiosità, alla teatralità o al sensazionalismo”. Anche l’uso dei mezzi di comunicazione, come la televisione, deve essere “sottoposto alla vigilanza del vescovo diocesano”. Le disposizioni si concludono con una raccomandazione: “Coloro che guidano le celebrazioni di guarigioni, liturgiche e non liturgiche, si sforzino di mantenere un clima di serena devozione nell’assemblea e usino la necessaria prudenza se avvengono guarigioni tra gli astanti; terminata la celebrazione, potranno raccogliere con semplicità e accuratezza eventuali testimonianze e sottoporre il fatto alla competente autorità ecclesiastica”.