VIOLENZA NEGLI STADI: UNA NOTA DEL VESCOVO DI COMO

“Può darsi che si pretenda troppo quando si volesse attuata pienamente la massima del marchese De Coubertin, secondo la quale “importante è partecipare e non vincere. Di solito, tra uomini non sempre santi, si scende in campo un poco anche per vincere. Ciò non giustifica affatto tuttavia, la violenza che spesso si consuma sugli spalti tra gli spettatori, e ancor meno in campo o negli spogliatoi tra professionisti dello sport, come è avvenuto recentemente”. Così il vescovo di Como, mons. Alessandro Maggiolini, in una dichiarazione diffusa ieri con riferimento alla violenta aggressione subita la scorsa domenica negli spogliatoi da un calciatore del Modena, Francesco Bertolotti, da parte del capitano del Como, Massimiliano Ferrigno, al termine della partita disputata nello stadio del capoluogo lombardo. “Prego il Signore – prosegue mons. Maggiolini – che conduca a guarigione il giocatore ferito”, tuttora in coma dopo un intervento chirurgico d’urgenza. “Lo prego anche perché tutti coloro che partecipano in diverso modo alle manifestazioni sportive sappiano mantenere la padronanza di sé e il rispetto dovuto a qualsiasi persona: anche agli avversari di gioco o ai “tifosi” della squadra opposta”. “””Una partita di gioco – sottolinea – non può trasformarsi in una sorta di guerra mondiale tra provincie””. Richiamando “”la Legge di Dio che proibisce di uccidere, di ferire e di accampare pretese”” e invitando le Forze dell’ordine a intervenire “”nel pieno rispetto della legalità””, ma anche “”con risolutezza””, il vescovo di Como osserva che “”sembra giunto il tempo in cui occorre insegnare anche ai non più bambini a divertirsi senza far danni””. ” “” “”