PILLOLA DEL GIORNO DOPO: MONS. PELVI (NAPOLI), “STA CALANDO IL SIPARIO”

Sulla pillola del giorno dopo sta ormai “calando il sipario”: l’allarme viene da mons. Enzo Pelvi, vescovo ausiliare di Napoli, che sul prossimo numero di “Nuova stagione”, il settimanale della diocesi, denuncia l’indifferenza con cui è stata accolta, dai quotidiani cittadini, l’ondata di protesta contro la pillola del giorno dopo, partita da Napoli dopo il dibattito seguito all’introduzione in Italia di questo prodotto. Al termine dell’incontro, svoltosi venerdì scorso a Napoli, i medici e i farmacisti – si legge in una nota – hanno deciso di promuovere una raccolta di firme per chiedere al Ministro della Sanità, Umberto Veronesi, “l’inserimento della dicitura ‘induttore di aborto precoce’ nel foglietto illustrativo del Norlevo; la possibilità per gli operatori del settore di appellarsi alla legge 194 per l’esercizio dell’obiezione di coscienza; il riconoscimento del diritto di obiezione di coscienza alla categoria dei farmacisti”. Di fronte al silenzio della stampa, sostiene mons. Pelvi, occorre evitare che “tutto finisca in una discussione tecnica, poco comprensibile per la gente. Bisogna far capire, invece, che qui sono in gioco valori quali il rispetto della vita in tutte le sue forme e in ogni momento, dal concepimento sino alla sua fine naturale”. In particolare, scrive il vescovo, occorre promuovere l’impegno “sociale e di educazione sanitaria” nei confronti dei giovani, “ai quali bisogna dare chiarezza non solo sulla differenza clinica, prima ancora che etica e giuridica, tra un intervento contraccettivo ed uno abortivo, ma anche sul riconoscimento che l’obiezione di coscienza è un diritto che nessuno può in alcun modo e in nessun caso abrogare”. Le politiche sociali, si legge infine su “Nuova stagione” a conclusione dell’appello del vescovo, “dovrebbero essere più attente a queste tematiche, sostenendo iniziative per la formazione ai valori della famiglia e della procreazione. Solo così si può crescere nel rispetto per la vita umana in una società civile”.